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	<title>OSSERVATORIO SULLA SOVRANITA&#039; NAZIONALE</title>
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		<title>OSSERVATORIO SULLA SOVRANITA&#039; NAZIONALE</title>
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		<title>Il Budget USA per il 2013</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Feb 2012 08:58:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cursus Honorum</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pubblichiamo il dossier sul budget degli Stati Uniti per il 2013, dalla cui lettura si evincono quali saranno i focus USA per il futuro: budget USA 2013<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com&amp;blog=29305370&amp;post=1296&amp;subd=osservatoriosovranitanazionale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblichiamo il dossier sul budget degli Stati Uniti per il 2013, dalla cui lettura si evincono quali saranno i focus USA per il futuro:</p>
<p><a href="http://osservatoriosovranitanazionale.files.wordpress.com/2012/02/budget-usa-2013.pdf">budget USA 2013</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1296/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1296/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1296/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1296/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1296/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1296/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1296/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1296/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1296/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1296/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1296/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1296/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1296/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1296/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com&amp;blog=29305370&amp;post=1296&amp;subd=osservatoriosovranitanazionale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Draghi al Wsj spinge per la riforma del lavoro</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Feb 2012 08:22:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cursus Honorum</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il modello sociale europeo è superato soprattutto di fronte ai drammatici tassi di disoccupazione giovanile, che in alcuni paesi, come in Spagna, sfiorano il 50%. Così Mario Draghi in una lunga intervista al Wall Street Journal. La riforma del lavoro nell&#8217;Eurozona, dice il presidente della Bce, è «cruciale» e le liberalizzazioni «sono una priorità». I [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com&amp;blog=29305370&amp;post=1293&amp;subd=osservatoriosovranitanazionale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Il modello sociale europeo è superato soprattutto di fronte ai drammatici tassi di disoccupazione giovanile, che in alcuni paesi, come in Spagna, sfiorano il 50%. Così Mario Draghi in una lunga intervista al <em>Wall Street Journal</em>. La riforma del lavoro nell&#8217;Eurozona, dice il presidente della Bce, è «cruciale» e le liberalizzazioni «sono una priorità». I paesi europei devono proseguire sul cammino dell&#8217; austerità, è l&#8217;invito rivolto ai governi. «Non esiste la possibilità di uno scambio tra le riforme economiche e i programmi di risanamento fiscale» chiarisce il banchiere centrale secondo il quale «allontanarsi ora dagli obiettivi fiscali prefissati provocherebbe un&#8217;immediata reazione dei mercati». Quanto alla Grecia, «è difficile dire se la crisi del debito ellenico sia finita, ma i leader del Paese dimostrino di voler realmente attuare le riforme concordate».<span id="more-1293"></span></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>IL LAVORO INIQUO E LE DUE VELOCITA&#8217;</strong> &#8211; «Il modello sociale europeo è già andato nel momento in cui alcuni paesi hanno un tasso di disoccupazione giovanile elevato &#8211; sono le parole di Draghi -. Le riforme strutturali sono necessarie per aumentare l&#8217;occupazione, specialmente giovanile, e, quindi, i consumi e la spesa». Un tempo, ricorda, «Rudi Dornbusch era solito dire che gli europei sono così ricchi da potersi permettere di pagare tutti per non lavorare. Questo tempo è andato».<br />
«In alcuni paesi bisogna rendere il mercato del lavoro più flessibile e anche più equo di quanto non sia oggi. In questi paesi c&#8217;è un mercato del lavoro a due velocità: molto flessibile per i giovani che hanno contratti di tre o sei mesi che possono venir rinnovati per anni e altamente inflessibile per la parte protetta della popolazione, dove i salari riflettono più l&#8217;anzianità che la produttività. Da un certo punto di vista i mercati del lavoro attuali sono iniqui a queste condizioni perchè gettano tutto il peso della flessibilità sulle spalle dei giovani».</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>AUSTERITA&#8217; E CRESCITA </strong>- Non tutti i percorsi di austerità sortiscono il medesimo impatto sull&#8217;economia. Gli aumenti delle tasse e i tagli agli investimenti pubblici sono decisioni più facili da prendere da un punto di vista economico ma danneggiano la crescita. «Un buon piano di consolidamento &#8211; sostiene Draghi &#8211; è quello in cui le tasse sono più basse e le minori spese pubbliche sono concentrate sulle infrastrutture e su altri investimenti».</p>
<p style="text-align:justify;"><strong> STRETTA DEL CREDITO CONTINUA </strong>- I risultati dell&#8217;ultimo studio della Bce sui prestiti concessi dalle banche tratteggiano «un quadro non positivo». Con il prestito a lungo termine da 490 miliardi della Bce, ricorda Draghi, «ha evitato un credit crunch ancor peggiore».</p>
<p>Fonte:</p>
<p><a href="http://www.corriere.it/economia/12_febbraio_23/draghi-modello-sociale-ue-morto_6247d18c-5e3e-11e1-ab06-25238cfc8ce3.shtml" target="_blank">http://www.corriere.it/economia/12_febbraio_23/draghi-modello-sociale-ue-morto_6247d18c-5e3e-11e1-ab06-25238cfc8ce3.shtml</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1293/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1293/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1293/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1293/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1293/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1293/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1293/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1293/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1293/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1293/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1293/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1293/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1293/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1293/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com&amp;blog=29305370&amp;post=1293&amp;subd=osservatoriosovranitanazionale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>La Comunità Nazionale a rischio povertà</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 10:59:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quasi un italiano su quattro è a rischio povertà e il problema è che il nostro Paese è uno dei pochi in Europa a non essersi dotato per tempo di uno strumento specifico di contrasto all&#8217;indigenza. Così il presidente dell&#8217;Istat, Enrico Giovannini, nel corso di un&#8217;audizione in commissione Bilancio alla Camera. L&#8217;elemento che più deprime [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com&amp;blog=29305370&amp;post=1290&amp;subd=osservatoriosovranitanazionale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Quasi un italiano su quattro è a rischio povertà e il problema è che il nostro Paese è uno dei pochi in Europa a non essersi dotato per tempo di uno strumento specifico di contrasto all&#8217;indigenza. Così il presidente dell&#8217;Istat, Enrico Giovannini, nel corso di un&#8217;audizione in commissione Bilancio alla Camera. L&#8217;elemento che più deprime la vita e le prospettive del Paese, ha ricordato, è la disoccupazione giovanile che nei primi tre trimestri del 2011 si è aggravata ulteriormente: «Altri 80 mila posti di lavoro sono stati persi nella fascia 18-29 anni». L&#8217;indicatore di Europa 2020 mostra come, nel 2010, circa un quarto (24,5%) della popolazione in Italia fosse a rischio povertà ed esclusione sociale, valore più elevato della media europea, 21,5% se calcolata sui soli 17 Paesi dell&#8217;area euro e 23,4% tra i 27 Paesi». Per il presidente dell&#8217;Istat «il rischio si concentra nel Mezzogiorno (39,4%), tra le famiglie numerose (36,3%), le madri sole (30%) e gli anziani soli (32,4%). Tra gli immigrati l&#8217;incidenza arriva al 51% tra le famiglie con almeno un componente straniero». «L&#8217;Italia è tra i pochi paesi europei a non disporre di uno strumento specifico di lotta alla povertà, quale ad esempio il reddito di cittadinanza e non appare casuale l&#8217;effetto contenuto dei trasferimenti sociali». <strong></strong>Guardando alla fascia d&#8217;età 15-24 anni la disoccupazione in Italia risulta pari al 31%, «la più alta dopo la Spagna». Per i giovani tra i 18 e 29 anni il tasso di disoccupazione è sceso, ha fatto notare Giovannini, dal 20,5% del primo trimestre 2011 al 18,6% del terzo trimestre, rimanendo, però, «almeno 11 punti percentuali» al di sopra del tasso di disoccupazione complessivo.</p>
<p>16/02/2012</p>
<p>Fonte: Corriere della Sera</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1290/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1290/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1290/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1290/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1290/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1290/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1290/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1290/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1290/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1290/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1290/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1290/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1290/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1290/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com&amp;blog=29305370&amp;post=1290&amp;subd=osservatoriosovranitanazionale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Moody&#8217;s di nuovo all&#8217;attacco dell&#8217;Italia per le Privatizzazioni</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 13:19:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cursus Honorum</dc:creator>
				<category><![CDATA[PRIVATIZZAZIONI]]></category>
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		<description><![CDATA[Ecco la notizia di oggi dove Moody&#8217;s mette chiaramente nel mirino aziende italiane che i &#8220;manovratori dei mercati&#8221; spingono verso le future privatizzazioni e la conseguente e definitiva perdita di sovranità nazionale italiana. Leggiamo la Reuters: &#8220;Moody&#8217;s ha tagliato il rating di Eni e Poste Italiane, e ha peggiorato l&#8217;outlook su Finmeccanica, come conseguenza del [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com&amp;blog=29305370&amp;post=1288&amp;subd=osservatoriosovranitanazionale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Ecco la notizia di oggi dove Moody&#8217;s mette chiaramente nel mirino aziende italiane che i &#8220;manovratori dei mercati&#8221; spingono verso le future privatizzazioni e la conseguente e definitiva perdita di sovranità nazionale italiana.</p>
<p style="text-align:justify;">Leggiamo la <a href="http://it.reuters.com/article/italianNews/idITL5E8DG1NI20120216" target="_blank">Reuters</a>: &#8220;<em>Moody&#8217;s ha tagliato il rating di Eni e Poste Italiane, e ha peggiorato l&#8217;outlook su Finmeccanica, come conseguenza del recente downgrade sovrano annunciato dall&#8217;agenzia sull&#8217;Italia. In particolare il rating di lungo periodo di Eni è stato portato ad A2 da A1 mentre quello di Poste Italiane è stato ridotto ad A3 da A2; in entrambi i casi l&#8217;outlook rimane negativo. Per Finmeccanica il rating è confermato a Baa2 ma l&#8217;outlook è stato cambiato a negativo da stabile. </em><strong><em>Moody&#8217;s &#8211; che definisce Eni, Finmeccanica e Poste Italiane &#8220;emittenti collegati al governo&#8221; &#8211; aveva annunciato lo scorso 13 febbraio l&#8217;abbassamento del rating sovrano italiano ad A3 da A2.</em>&#8220;</strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1288/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1288/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1288/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1288/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1288/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1288/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1288/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1288/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1288/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1288/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1288/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1288/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1288/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1288/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com&amp;blog=29305370&amp;post=1288&amp;subd=osservatoriosovranitanazionale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>ACTA. Un nuovo accordo micidiale</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 11:37:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cursus Honorum</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Acta est fabula”: sono le parole pronunciate sul punto di morte da Ottaviano Augusto. Stanno a significare che lo spettacolo è finito, non c’è più nulla da aggiungere.  A finire molto presto potrebbe essere ogni parvenza di libertà, dal momento che il prossimo 11 giugno il Parlamento Europeo dovrà esprimersi sulla ratifica dell’Acta, un accordo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com&amp;blog=29305370&amp;post=1286&amp;subd=osservatoriosovranitanazionale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">“Acta est fabula”: sono le parole pronunciate sul punto di morte da Ottaviano Augusto. Stanno a significare che lo spettacolo è finito, non c’è più nulla da aggiungere.  A finire molto presto potrebbe essere ogni parvenza di libertà, dal momento che il prossimo 11 giugno il Parlamento Europeo dovrà esprimersi sulla ratifica dell’Acta, un accordo commerciale anti-contraffazione, già siglato, fra gli altri, da Australia, Canada e Stati Uniti. E’ drammaticamente ridicola la presenza di un articolo, nel testo dell’accordo, che si intitola “trasparenza”,  visto che l’ACTA è stato dichiarato esecutivo dall’amministrazione Obama ancora prima che lui stesso lo firmasse, scippando  al Congresso la competenza a decidere su questa materia.  Ma c’è di più: il Presidente statunitense ha rifiutato di fornire dettagli e spiegazioni per evitare eventuali <em>&#8220;danni alla sicurezza nazionale&#8221;. </em>Entrando nel merito dei contenuti, l’accordo è definito “indispensabile per sostenere la crescita economica in tutti i settori industriali a livello globale” e si conclude con la possibilità di adesione per ogni membro dell’Organizzazione Mondiale del Commercio. L’ambito è dunque quello della globalizzazione e dei vincoli stringenti imposti dalla WTO, che opera spesso in sinergia con la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale e che vede una posizione di predomino da parte degli USA e del ruolo delle multinazionali a stelle e strisce. <span id="more-1286"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Cosa prevede in concreto l’ACTA? Questo accordo fissa norme stringenti sul copyright, sulla proprietà intellettuale e sui brevetti. A questo proposito è doveroso segnalare come spesso vi siano stati e vi siano grandi aziende che si impadroniscono di brevetti al solo scopo di eliminarli dalla circolazione, per evitare che ad esempio progetti innovativi e utili possano minacciare la loro posizione di mercato o i loro prodotti. Ma tornando allo specifico, l’ACTA difende anche le multinazionali da possibili usurpazioni (di profitti, si intende).</p>
<p style="text-align:justify;">Facciamo un paio di esempi: pensiamo alla diffusione dei farmaci generici, contenenti lo stesso principio attivo di quelli brevettati, ma venduti ad un costo enormemente inferiore e prodotti da piccole-medie case farmaceutiche. Ebbene, in virtù dell’ACTA, una multinazionale farmaceutica potrebbe benissimo esigere provvedimenti, che – in base a quanto stabilito nell’accordo – devono essere immediati e molto efficaci. Similmente, riflettiamo sulle produzioni agricole che non si basano sugli Organismi Geneticamente Modificati. Un’azienda che ha brevettato semi OGM avrebbe il diritto di “tutelarsi” chiedendo misure immediate.</p>
<p style="text-align:justify;">Quali misure e quali azioni?</p>
<p style="text-align:justify;">L’ACTA prevede diversi tipi di intervento:</p>
<p style="text-align:justify;">a)      distruzione delle merci o dei beni considerati “lesivi”; gli eventuali costi di questa operazione sono previsti a carico di chi ha causato il presunto danno;</p>
<p style="text-align:justify;">b)     risarcimento del danno;</p>
<p style="text-align:justify;">c)      indennizzo di un valore indicato dal titolare del diritto;</p>
<p style="text-align:justify;">d)     versamento di una cifra basata su un importo “presunto”. Ad esempio una multinazionale può pretendere un risarcimento che corrisponda alla “quantità delle merci che violano i diritti di proprietà intellettuale (…) moltiplicata per l’importo dei profitti per unità delle merci che sarebbero state vendute dal titolare del diritto se non vi fosse stata violazione”, oppure un pagamento di una royalty definita “equa” o ancora una somma adatta a coprire i diritti di “autorizzazione all’utilizzo della proprietà intellettuale”;</p>
<p style="text-align:justify;">e)     sequestro e confisca dei beni patrimoniali a chi ha “leso” i diritti</p>
<p style="text-align:justify;">f)       pene detentive (arresto e reclusione)</p>
<p style="text-align:justify;">La parte più micidiale dell’accordo è quella che prevede la facoltà per le autorità giudiziarie di adottare misure <em>inaudita altera parte</em>, ossia senza ascoltare i presunti colpevoli delle violazioni, quando “un ritardo possa arrecare un pregiudizio irreparabile al titolare del diritto”. Per questo tipo di procedimento, è dunque richiesta una rapida reazione alle autorità giudiziarie, affinché sia presa una decisione “senza indebito ritardo”.</p>
<p style="text-align:justify;">Così l’ACTA potrà rivelarsi uno straordinario strumento censorio anche per la circolazione delle idee e dei contenuti via internet, dal momento che ai diritti digitali viene dedicato una parte consistente dell’atto. In particolare, gli Internet Server Provider dovranno agire e rimuovere i contenuti che siano ritenuti lesivi o in violazione della proprietà intellettuale o ancora cancellare ciò che viene indicato come una usurpazione di contenuti. E questo, è facile comprendere, apre la porta ad interventi di qualunque genere, anche in considerazione del fatto che per non incorrere in indebiti ritardi, il materiale pubblicato sarà rimosso senza nemmeno sentire chi l’ha pubblicato. La giustificazione per ogni tipo di censura è dunque servita sul vassoio. Il problema è che sul quel vassoio ci sono le nostre teste, la nostra libertà di espressione e di opinione. Per tornare agli esempi fatti, chi potrà più liberamente esprimere un giudizio sulle multinazionali degli OGM o dei farmaci? E’ la condanna peggiore per quel briciolo di informazione libera che scorre in rete.</p>
<p style="text-align:justify;">Ora i regimi agiscono in silenzio, per “difendere la loro sicurezza nazionale”, parandosi dietro una globalizzazione che ha strangolato interi settori produttivi, come nel caso della nostra Italia, della nostra agricoltura, del nostro commercio, del nostro artigianato. Non resta che sperare in un atto coraggioso da parte del Parlamento Europeo, in un rifiuto di un accordo che &#8211; se approvato  &#8211; sterminerebbe la nostra libertà.</p>
<p>Fonte: <a href="http://europeanphoenix.com/it/component/content/article/7-economia/227-un-nuovo-accordo-micidiale" target="_blank">http://europeanphoenix.com/it/component/content/article/7-economia/227-un-nuovo-accordo-micidiale</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1286/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1286/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1286/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1286/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1286/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1286/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1286/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1286/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1286/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1286/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1286/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1286/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1286/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1286/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com&amp;blog=29305370&amp;post=1286&amp;subd=osservatoriosovranitanazionale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Aldo Giannuli. Rating, euro ed Usa: qualche puntualizzazione</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 11:34:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mettiamola così: gli americani non sono interessati ad abbattere l’Europa, anzi, sono interessati al contrario, i cinesi ed i russi lo sono meno che meno, i giapponesi hanno le loro grane, eppure all’improvviso i titoli europei hanno iniziato a ballare la tarantella e le agenzie di rating (che, come è noto, sono osservatori del tutto [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com&amp;blog=29305370&amp;post=1284&amp;subd=osservatoriosovranitanazionale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Mettiamola così: gli americani non sono interessati ad abbattere l’Europa, anzi, sono interessati al contrario, i cinesi ed i russi lo sono meno che meno, i giapponesi hanno le loro grane, eppure all’improvviso i titoli europei hanno iniziato a ballare la tarantella e le agenzie di rating (che, come è noto, sono osservatori del tutto disinteressati) hanno dovuto –con grande dispiacere- declassare quei titoli per seguire le tendenze di milioni di piccoli investitori che, tutti insieme ed all’improvviso, si sono accorti delle fragilità del debito europeo e lo hanno fatto sistematicamente, come da manuale: prima Grecia, poi Portogallo, Spagna, Italia, Francia, Olanda, Austria, Finlandia. E’ il mercato bellezza! O se preferite, è tutto un complotto dell’Isola di Man che vuole imporre la “Sterlina di Man” al resto d’Europa. Va bene così? C’è qualcuno che è disposto a credere a queste spiegazioni? Perchè, in qualche modo dovremo pur spiegare come mai, all’improvviso i mercati hanno scoperto la fragilità di Italia, Francia ecc (Grecia, Spagna e Portogallo non c’entrano perchè già in forte crisi sui mercati internazionali), lo hanno fatto in modo sistematico mentre non si accorgono della fragilità inglese. Che tutto questo è accaduto in sintonia con le agenzie di rating che “per errore” hanno fatto uscire comunicazioni riservate sui giornali eccetera eccetera. Ma perchè gli Usa farebbero tutto questo? <span id="more-1284"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Mi si chiede ripetutamente. Credevo di averlo detto, ma vedo che devo aggiungere qualche particolare. In primo luogo distinguiamo Wall Street dalla Casa Bianca, perso che le due entità, probabilmente, stiano agendo in tacita intesa, ma per motivi diversi da analizzare distintamente. E allora:</p>
<p style="text-align:justify;">1- Wall street ha disperato bisogno di denaro in questo anno in cui scadono titoli ad alto rischio per una quantità superiore otto volte alla media annua. Le banche sono molto esposte su questo versante E questo non sarà un anno facile, perchè in tutto il mondo occorrerà rifinanziare titoli per  la cifra record di 11.500 miliardi di dollari ed è opinione comune e fondata che una fetta di questi non lo sarà, perchè una parte degli investitori preferisce l’oro o altre commodity, perchè c’è il problema della ricostruzione di Fukushima, perchè comunque occorre pagare gli interessi ecc.<br />
Obiezioni su questo punto?</p>
<p style="text-align:justify;">2- Non direi che gli americani (per essi intendendo Fed ed Amministrazione) possono rifinanziarsi “con una pipata di tabacco”: il giochino del quantitative easing non può andare avanti all’infinito ed è già al limite di rottura, proprio per le ragioni che dice Lamberto (vedi commenti al precedente articolo), a cominciare dalle reazioni negative di quanti (come Cina o Brasile) detengono grossi stock di debito americano. E peggio ancora se la mettiamo sul versante del debito, dove un nuovo innalzamento del tetto, con quel che ne consegue, andrebbe incontro alla più furibonda opposizione dei repubblicani (che sono maggioranza al Congresso)  e siamo a 10 mesi dalle elezioni. D’altra parte, se i titoli americani (che oggi hanno un rendimento netto nullo o negativo) non fossero percepiti più come relativamente più sicuri di altri (rating o non rating) occorrerebbe stimolare la loro domanda offrendo interessi più alti: proprio quello che Obama non può permettersi.<br />
Obiezioni su questo punto?</p>
<p style="text-align:justify;">3- Che vantaggi verrebbero agli Usa da un crollo dell’Euro? In primo luogo questo avrebbe il contraccolpo di una moneta tedesca molto più forte, quel che ostacolerebbe le esportazioni tedesche verso gli Usa ed il resto d’Europa (e, se non sbaglio, la Germania è il paese europeo che esporta di più verso gli Usa). In secondo luogo, il dollaro si toglierebbe dai piedi un concorrente sgraditissimo dal suo sorgere.<br />
Obiezioni su questo punto?</p>
<p style="text-align:justify;">4- Peraltro, al di là dei calcoli economici ci sono anche quelli politici di cui non si parla mai. Gli Usa devono rivedere la loro strategia mondiale: costretti al taglio delle spese militari mentre quelle di indiani, Cinesi, Russi ecc. crescono, sanno di non farcela più da soli a garantire l’egemonia dell’Occidente e chiamano i vecchi alleati europei a darsi da fare. Non basta più la “benevola neutralità” della Ue, e neppure l’ausilio dei fidi alleati inglesi e quello intermittente di francesi ed italiani. I paesi europei devono assumersi in prima persona compiti di controllo dell’area afro-mediterranea e cooperare attivamente sugli altri scenari, a cominciare da quello mediorientale. Questo è scritto a lettere cubitali nel documento finale della conferenza Nato del settembre 2010 a Lisbona (e, infatti, subito dopo sono venute la  guerra di Libia e l’intervento francese in Costa d’Avorio). Dato che a questo orecchio la Germania non sente e che l’esistenza stessa della Ue alimenta sgradevoli tentazioni terzaforziste, una disgregazione dell’Unione Europea avrebbe come conseguenza quella di “mollare” la Germania (data comunque per persa) ma di ancorare stabilmente il resto dell’Europa occidentale agli Usa nel consueto confortante triangolo Washington-Londra-Parigi. Non ci sono solo i calcoli economici, ci sono anche quelli politici: ricordiamocelo sempre.<br />
Obiezioni su questo punto?</p>
<p style="text-align:justify;">5- Certo ad Obama farebbe comodo avere un milione di posti di lavoro in più prima di ottobre. Per ora deve accontentarsi di soli 200.000 e, per di più, neanche tanto credibili, dato lo scetticismo della stampa finanziaria internazionale. Ma, anche se l’Europa fosse nel suo momento più fulgido, con un Euro ad 1 e 90 come mai è stato, i suoi problemi non sarebbero affatto risolti. Il problema di Obama si chiama carry trade cioè la pratica di prendere dollari allo 0,50% dalla Fed ed andarli ad investire o in giochi finanziari o in imprese nei paesi emergenti, ricavandone ben di più. Prima ancora di esportare, gli Usa hanno il problema di investire per produrre. Se anche la Apple fa produrre tutti i componenti in Cina o Vietnam per poi assemblarli in Usa, moneta favorevole o no, effetti occupazionali non ce ne sono. Anzi, una moneta più forte paga “meno” il lavoro di chi produce i componenti.<br />
Obiezioni su questo punto?</p>
<p style="text-align:justify;">Chiariamo questi punti e poi andiamo avanti.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.aldogiannuli.it/2012/02/rating-euro-ed-usa-puntualizzazioni/" target="_blank">http://www.aldogiannuli.it/2012/02/rating-euro-ed-usa-puntualizzazioni/</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1284/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1284/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1284/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1284/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1284/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1284/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1284/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1284/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1284/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1284/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1284/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1284/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1284/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1284/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com&amp;blog=29305370&amp;post=1284&amp;subd=osservatoriosovranitanazionale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Report dell&#8217;Intelligence Americana e le previsioni per il 2012</title>
		<link>http://osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/2012/02/03/report-dellintelligence-americana/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 10:34:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Pubblichiamo questo interessante dossier a cura dell&#8217;O.D.N.I. dove vengono evidenziate le più importanti tematiche dell&#8217;intelligence americana per il 2012: Odni. Us Intelligence Worldwide Threat Assessment 2012<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com&amp;blog=29305370&amp;post=1274&amp;subd=osservatoriosovranitanazionale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblichiamo questo interessante dossier a cura dell&#8217;O.D.N.I. dove vengono evidenziate le più importanti tematiche dell&#8217;intelligence americana per il 2012:</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong><a href="http://osservatoriosovranitanazionale.files.wordpress.com/2012/02/odni-us-intelligence-worldwide-threat-assessment-2012.pdf"><span style="color:#ff0000;">Odni. Us Intelligence Worldwide Threat Assessment 2012</span></a></strong></span></p>
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		<title>Marco Cedolin. Monti in TV, che monotonia</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 20:16:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cursus Honorum</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’usuraio al timone dell&#8217;Italia deve considerarsi particolarmente telegenico, a giudicare dalla quantità di comparsate sul piccolo schermo delle quali si rende regolarmente protagonista. Comparsate che se in Italia esistessero ancora un governo ed un’opposizione (sia pur di facciata) avrebbero provocato un profluvio di polemiche, laddove invece le lezioni in TV del professor Monti vengono accolte [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com&amp;blog=29305370&amp;post=1270&amp;subd=osservatoriosovranitanazionale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align:justify;">L’usuraio <a href="http://ilcorrosivo.blogspot.com/2012/01/dritto-per-la-sua-strada-non-ce-forcone.html">al timone dell&#8217;Italia</a> deve considerarsi particolarmente telegenico, a giudicare dalla quantità di comparsate sul piccolo schermo delle quali si rende regolarmente protagonista. Comparsate che se in Italia esistessero ancora un governo ed un’opposizione (sia pur di facciata) avrebbero provocato un profluvio di polemiche, laddove invece le lezioni in TV del professor Monti vengono accolte con acquiescente bonomia. Nel corso dell’ultimo show televisivo, in quel di Matrix su Canale 5, il banchiere filosofo ha pensato bene d’iniziare a preparare la strada per lo<a href="http://ilcorrosivo.blogspot.com/2012/01/repubblica-istiga-alla-guerra-fra.html"> smantellamento del mondo del lavoro</a> (o meglio di quello che ne resta) prossimo venturo, scagliandosi in una filippica contro il posto fisso, come già avevano fatto in molti (<a href="http://ilcorrosivo.blogspot.com/2009/10/belle-parole.html">con qualche eccellente eccezione</a>) prima di lui negli anni passati. “I giovani devono abituarsi all&#8217;idea che non avranno un posto fisso per tutta la vita. E poi, diciamolo, che monotonia. E&#8217; bello cambiare e accettare delle sfide”. Sono state le parole con le quali ha sintetizzato il concetto che <a href="http://ilcorrosivo.blogspot.com/2009/10/la-marcegaglia-ha-perso-le-staffe.html">la precarietà</a> dovrebbe essere accettata di buon grado dai giovani (i meno giovani ormai sono caduti in un oblio senza fondo come se a 40 anni l’unica prospettiva praticabile fosse quella del suicidio), in qualità di sfida elettrizzante, dispensatrice di adrenalina e gioia di vivere….. <span id="more-1270"></span></div>
<p style="text-align:justify;">Si potrebbe filosofeggiare a lungo sul concetto di monotonia, dal momento che la sensazione ha carattere largamente soggettivo, però prendendo per buono lo spunto del professore al servizio dell’usura, non si può evitare di sottolineare come tutte le società che hanno attraversato il corso della storia siano sempre state fondate sui pilastri del posto fisso e della monotonia, così come lo è altrettanto  quella  neoliberista, di cui egli si manifesta fra i massimi estimatori.</p>
<p style="text-align:justify;">Alla base di una “monotonia” di fondo allignano i bisogni primari dell’essere umano, che suo malgrado possiede una dimensione corporea , che noiosamente lo costringere a mangiare due volte al dì, a trovare un riparo dove proteggersi dalle intemperie,  a ricoprirsi di “stracci” per non morire congelato e via discorrendo.<br />
Se nelle società primordiali, basate sull’autoproduzione, la caccia, la pesca e l’agricoltura su scala estremamente ridotta, la “monotonia” imposta dal rincorrersi delle stagioni e dalle leggi della fisica poteva essere talvolta stemperata da un certo grado di autonomia del singolo nell’ambito della comunità, progredendo, l’esistenza  dell’essere umano si è fatta man mano più monotona e noiosa, sempre all’insegna della necessità di sopravvivere e rispondere ai bisogni imposti dalla materialità del corpo.</p>
<p style="text-align:justify;">ln completa monotonia il contadino si spaccava la schiena per coltivare la terra prima del nonno e poi del padre, il maniscalco a ferrare i cavalli come imparato dal genitore, e così il fabbro, il commerciante, il tessitore e via discorrendo. E la situazione peggiorò ulteriormente con la rivoluzione industriale, quando larga parte dei lavoratori persero qualsiasi forma di autonomia, trasformandosi in automi al servizio di una fabbrica, dove noiosamente compiere meccanicamente gesti ripetitivi per 12 ore di fila.</p>
<p style="text-align:justify;">Oggi il “progresso” ha mutato radicalmente il nostro modo di vivere e trascorriamo i nostri giorni sommersi da una quantità inusitata di nuovi bisogni fittizi, ma i bisogni di base sono sempre lì, monotoni e noiosi come non mai, tanto quanto quel posto fisso agognato dai più perché indispensabile per soddisfarli.<br />
Continua ad essere estremamente monotona la necessità  d’imbastire il desco due volte al dì e quanta noia nel pagare tutti i mesi la rata del mutuo o l’affitto, regolarmente le bollette per l’elettricità e il riscaldamento, la retta dell’asilo, il pieno dal benzinaio, le spese di condominio, l’assicurazione dell’auto e le altre cento monotone incombenze finanziarie che hanno tutte un comune denominatore: la regolarità.<br />
Non esiste dubbio sul fatto che un lavoro regolare comporti un certo grado di monotonia (il lavoro in sé lo è quando compiuto per necessità e non per piacere), ma si da il caso che nella società neoliberista nella quale viviamo il lavoro regolare rappresenti la prerogativa imprescindibile per la sopravvivenza.<br />
Provate a non pagare il mutuo per qualche mese e verrà Equitalia a portarvi via la casa. Provate a non pagare le bollette e congelerete al freddo e al buio.  Provate a fare la spesa nel mese in cui non lavorate e il desco somiglierà ad una natura morta. Provate a non pagare l’assicurazione dell’auto e ve la sequestreranno. Provate a chiedere un prestito in banca o alla finanziaria e non vi daranno un euro senza che presentiate prova di quel posto fisso monotono e desueto.</p>
<p style="text-align:justify;">Saremmo in molti ad apprezzare una società più effervescente, in sostituzione di quella fondata sulla monotonia, ma se davvero Monti e le banche da lui rappresentate, da filantropi quali sono, hanno a cuore le sorti progressive dell’umanità ed ambiscono a sradicare l’oppressione costituita dalla noia, inizino a dare il buon esempio.<br />
Basta scadenze regolari alle quali dovere far fronte, basta garanzie per ottenere credito, basta gabelle, ticket e prelievi forzosi di ogni genere.<br />
Paghi quando puoi  e se non puoi pagherai il prossimo mese o quello dopo, ecco le parole necessarie per spezzare la monotonia del posto fisso. Tutto il resto è solo una monotona lagna, esperita da un noioso banchiere, che usa impropriamente  la TV per diffondere il verbo dei suoi padroni.</p>
<p>Fonte: <a href="http://ilcorrosivo.blogspot.com/2012/02/monti-in-tv-che-monotonia.html" target="_blank">http://ilcorrosivo.blogspot.com/2012/02/monti-in-tv-che-monotonia.html</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1270/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1270/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1270/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1270/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1270/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1270/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1270/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1270/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1270/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1270/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1270/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1270/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1270/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1270/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com&amp;blog=29305370&amp;post=1270&amp;subd=osservatoriosovranitanazionale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Aldo Giannuli. La dittatura del rating e i dilettanti allo sbaraglio</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 22:16:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cursus Honorum</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ogni qual volta le agenzie di rating (e per esse intendiamo le tre sorelle newyorkesi, dato che tutto il resto del rating non conta nulla) declassano qualcuno, quel qualcuno inizia a strillare che non sono credibili, che non bisogna starle a sentire, perchè non contano più nulla ecc. Poi, però, tutti si adeguano agli editti [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com&amp;blog=29305370&amp;post=1268&amp;subd=osservatoriosovranitanazionale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Ogni qual volta le agenzie di rating (e per esse intendiamo le tre sorelle newyorkesi, dato che tutto il resto del rating non conta nulla) declassano qualcuno, quel qualcuno inizia a strillare che non sono credibili, che non bisogna starle a sentire, perchè non contano più nulla ecc. Poi, però, tutti si adeguano agli editti imperiali di Moody’s o di S&amp;P e gli interessi sui titoli salgono immediatamente. E’ successo anche questa volta per i titoli dei bond europei. Anzi questa volta è successo in anticipo: le borse si sono adeguate già in base ai primi annunci, cosicchè, quando c’è stato il declassamento ufficiale non è successo nulla: era già successo tutto prima.<br />
Per la verità, gli argomenti per dire che le valutazioni delle agenzie sono molto arbitrarie, non mancano: esse non rivelano mai le loro formule di calcolo, non dicono quali dati hanno considerato, sono molto evasive sulle fonti cui hanno attinto, per di più appartengono a società finanziarie su cui poi emettono giudizi non del tutto disinteressati. Insomma, l’arbitro è organicamente dipendente di alcune società iscritte al campionato.<br />
Le agenzie si difendono dicendo che i loro giudizi sono esposti al confronto con la concorrenza. Questo, però, presupporrebbe la presenza su un piede di parità di una molteplicità di soggetti. Quel che, invece, non è. Certo ci sono molte agenzie di rating nazionali ed alcune di esse aspirano a diventare internazionali, ma questo è tutt’altro che semplice. <span id="more-1268"></span></p>
<p style="text-align:justify;">In primo luogo le tre società statunitensi sono le più antiche e godono di una notorietà incomparabile; in secondo luogo sono dei giganti con bilanci stratosferici (Standard &amp; Poors nel 2011 ha avuto ricavi per 1,33 miliardi di dollari con un utile operativo di 572 milioni; Moody’s rispettivamente di 1,7 miliardi e di 716 milioni e Fitch di 525 milioni e 162 milioni). Il che significa una potenza di fuoco incomparabile: forza operativa, capacità di condizionamento dei soggetti, influenza sui mass media, ecc. Inoltre, le tre agenzie possono contare sull’appoggio costante di una delle più grandi agenzie di intelligence del mondo, la Kroll che è detta “la Cia di Wall Street”, per la sua specializzazione nel mondo finanziario. E non è un vantaggio da poco.</p>
<p style="text-align:justify;">Infine, se le tre americane declassano o promuovono uno Stato, i giornali specializzati  di tutto il Mondo, dal “Wall Street Journal” al “Time”, da “Le Monde” al “Sole 24 Ore”, dall’”Economist” al “Financial Times” mettono la notizia in prima pagina o in copertina, se a farlo è la cinese Dagong la notizia finisce fra le curiosità a pagina 27 ed è molto che non sia nella pagina degli spettacoli.<br />
E se non basta, a tagliare la testa al toro pensa Nationally Recognized Statistical Rating Organization (Nrsro) degli Stati Uniti,  il cui riconoscimento è necessario per operare a Wall Street, che è la maggiore piazza finanziaria del Mondo;  sino al 2003, la Nrsro ammetteva solo le tre “sorelle”. Dopo sono state ammesse altre come l’australiana Baycorp Advantage, la canadese Dominion Bond Rating Service o la giapponese Japan Credit Rating Agency, Ltd., l’altra americana Best, ma se le tre newyorkesi sono sorelle, queste sono cugine. Di primo grado.<br />
Al contrario, quando ha fatto domanda per operare la Dagong, la risposta è stata “picche”.</p>
<p style="text-align:justify;">In un mondo in cui si vuole liberalizzare tutto, dai taxi alle farmacie, è difficilissimo liberalizzare il rating: liberisti si, ma senza esagerazioni. Si potrebbe pensare ad una serrata concorrenza almeno fra le tre, ma, anche qui, le cose non stanno così, sia perchè Standard &amp; Poor e Mody’s sono partecipate l’una dell’altra, sia perchè vige un accordo sostanziale fra le tre che ricorda molto da vicino il western all’italiana degli anni sessanta: di solito declassa per prima Moody’s (il Cattivo), mentre più prudente è Standard &amp; Poor (il Buono) ma se non c’è perfetto accordo media Fitch (il Saggio), naturalmente, quando serve, le parti sono interscambiabili, ma, come si sa, invertendo l’ordine degli addendi, il risultato…</p>
<p style="text-align:justify;">Quindi non di oligopolio si tratta ma di monopolio leggermente  imperfetto. Sergio Romano ha definito le agenzie di rating una sorta di “magistratura finanziaria”, che deve assicurare che nessuno bari. Bella immagine, ma voi sareste tranquilli se il giudice che deve decidere la vostra causa non dicesse nè che codice sta applicando, nè quali elementi probatori ha raccolto, fosse socio della vostra controparte che vede ogni sera al circolo del Bridge?</p>
<p style="text-align:justify;">E veniamo a quella che sarebbe la garanzia suprema del loro giusto operare: ci mettono la faccia.  Se dovessimo giudicare in base a questo principio la questione sarebbe risolta molto semplicemente: la faccia non c’è. Le tre agenzie hanno “sbagliato” in tutti tre i maggiori scandali finanziari degli ultimi 10 anni (Enron, Parmalat e Lehman Brothers). Dopo tre “scivolate” di questa potenza, potrebbero al massimo vendere l’oroscopo ai passanti suonando una pianola all’angolo delle Fifth Avenue. Invece i loro pareri dettano legge.</p>
<p style="text-align:justify;">Come mai? Il punto è che le sentenze delle agenzie di rating hanno effetti automatici prodotti da leggi, regolamenti e direttive: ad esempio una serie di enti (come i fondi pensione) possono avere in portafoglio solo titoli a tripla A, mentre altri (banche, hedge fund ecc.) per disposizione delle autorità bancarie come l’Eba (European Banking Authority) o l’Esma (European Securities and Markets Authority) devono tenere conto delle variazioni di rating nella formazione del loro portafoglio. Si badi che stiamo parlando di regolamenti, direttive e disposizioni anche di enti europei, non solo americani. Inoltre, molti soggetti finanziari (banche o hedge fund per esempio) sono a loro volta soggetti a valutazione di rating, e sanno che il possesso dei titoli declassati potrebbe a sua volta comportare un “effetto domino”, per cui potrebbero loro stessi essere declassati. E il rating al quale si fa riferimento è sempre quello delle tre maggiori agenzie.</p>
<p style="text-align:justify;">Ne consegue che, non appena si formalizza il declassamento da parte delle tre, una serie di enti devono (“devono”, non “possono”) vendere, in tutto o in parte, quei titoli. Pertanto, questo crea un’ulteriore offerta di quei titoli sul mercato, con il risultato di deprimerne ulteriormente il valore. E c’è di più: non è affatto necessario aspettare il declassamento formale per avviarne il deprezzamento; è sufficiente che la notizia inizi a circolare negli ambienti finanziari  e che, magari, venga preannunciata dalla stampa specializzata, perchè inizi la corsa a “svendere” per non arrivare al momento formale in cui potrebbero valer meno: è il meccanismo della “profezia che si autoinvera”, per il quale basta enunciare una previsione perchè tutti si comportino di conseguenza, finendo per confermarla.</p>
<p style="text-align:justify;">I mercati non credono alle capacità oracolari delle tre agenzie newyorkesi, ma si inchinano alla loro potenza di fuoco, perchè sanno che esse sono spesso in grado di determinare i declassamenti che annunciano. Lungi dall’essere il rimedio alle asimmetrie informative, il rating diventa così esso stesso una fonte di ulteriore opacità e, più ancora, un’arma da guerra finanziaria.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma questo non è neppure preso in considerazione da quella compagnia di guitti che costituisce il ceto di governo in Europa (Merkel, Rajol, Monti, Sarkozy…) che trema al solo pensiero di dover affrontare una guerra finanziaria (o di qualsiasi altro genere) con gli Usa. Peccato che gli Usa non nutrano lo stesso timor riverenziale e, quando i loro interessi li portano a passare sul corpo degli alleati europei, lo fanno come un carrarmato, senza farsi scrupolo di sorta.</p>
<p style="text-align:justify;">L’Europa paga il prezzo di essersi scelta come governanti dei dilettanti allo sbaraglio che, al massimo, sono in grado di fare qualche dichiarazione (priva di qualsiasi conseguenza) il giorno del declassamento.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.aldogiannuli.it/2012/01/la-dittatura-del-rating/" target="_blank">http://www.aldogiannuli.it/2012/01/la-dittatura-del-rating/</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1268/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1268/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1268/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1268/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1268/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1268/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1268/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1268/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1268/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1268/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1268/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1268/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1268/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com/1268/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com&amp;blog=29305370&amp;post=1268&amp;subd=osservatoriosovranitanazionale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Disoccupazione giovanile a livelli di dramma a fine 2011</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 22:12:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cursus Honorum</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mentre in Italia la disoccupazione continua a crescere, in Germania si attesta al minimo storico. I dati diffusi parlano di un tasso all&#8217;8,9% in rialzo di 0,1 punti percentuali su novembre e di 0,8 punti su dicembre 2010. È il più alto dal 2004 registrato nel nostro Paese. In particolare i più colpiti sono i [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=osservatoriosovranitanazionale.wordpress.com&amp;blog=29305370&amp;post=1266&amp;subd=osservatoriosovranitanazionale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Mentre in Italia la disoccupazione continua a crescere, in Germania si attesta al minimo storico. I dati diffusi parlano di un tasso all&#8217;8,9% in rialzo di 0,1 punti percentuali su novembre e di 0,8 punti su dicembre 2010. È il più alto dal 2004 registrato nel nostro Paese. In particolare i più colpiti sono i giovani, quasi uno su tre non ha lavoro. Lo rileva l&#8217;Istat su stime provvisorie. Se si guarda alle serie storiche trimestrali è il più alto dal terzo trimestre 2001. <span id="more-1266"></span></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>LE STIME</strong>- A dicembre il numero di disoccupati in Italia ha raggiunto quota 2 milioni e 243mila ed è aumenta dello 0,9% rispetto a novembre (20 mila unità). Sempre secondo i dati dell&#8217;Istituto di Statistica, gli occupati a dicembre 2011 sono 22.903.000, un livello sostanzialmente invariato rispetto a novembre, in presenza di un calo della componente maschile e di una crescita di quella femminile. Nel confronto con l&#8217;anno precedente l&#8217;occupazione diminuisce dello 0,1% (-23 mila unità).</p>
<p style="text-align:justify;"><strong> GLI UOMINI</strong>- I tecnici dell&#8217;Istat hanno spiegato che, sempre a dicembre 2011, «c&#8217;è stato un peggioramento consistente del mercato del lavoro, soprattutto per un incremento della disoccupazione maschile». su base annua si registra una crescita del 10,9% (221mila unità).</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>LE IMPRESE-</strong> l&#8217;occupazione cala anche nelle grandi imprese. A novembre al netto della stagionalità e al lordo dei dipendenti in Cig è diminuita dello 0,1% rispetto a ottobre. Al netto dei dipendenti in Cig si registra un calo dello 0,4%. Lo rileva l&#8217;Istat.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>LA GERMANIA</strong>- Il quadro italiano è lontano da quello tedesco. La disoccupazione è ai minimi storici in Germania nel mese di gennaio. Secondo le statistiche nazionali diffuse dall&#8217;agenzia per l&#8217;impiego, il rapporto tra persone in cerca di lavoro e forza lavoro è sceso al 6,7% destagionalizzato dal 6,8% di dicembre. Il numero di disoccupati è calato di 34mila unità a gennaio dopo la contrazione di 25mila unità registrata a dicembre. La lettura è decisamente migliore rispetto alle previsioni degli economisti: il consensus degli economisti indicava un tasso fermo al 6,8% e un calo di 10mila unità. A livello non destagionalizzato invece il tasso di disoccupazione cresce di 0,7 punti al 7,3% con un incremento del numero dei senza impiego di 302mila unità a 3,08 milioni.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>LA ZONA EURO</strong>- Secondo dati dell&#8217;Ufficio statistico dell&#8217;Unione europea la disoccupazione a dicembre ha raggiunto il massimo dall&#8217;introduzione della moneta unica. Nei 17 paesi dell&#8217;euro la disoccupazione, secondo dati destagionalizzati, si è attestata al 10,4%, lo stesso livello di novembre dopo la revisione dal precedente 10,3% e in linea con le attese degli economisti. La disoccupazione nei 27 paesi dell&#8217;Unione Europea è al 9,9%, lo stesso valore di novembre dopo la revisione da 10,3%.</p>
<p style="text-align:justify;">Fonte: Corriere della Sera</p>
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